L’abilitazione all’insegnamento non si consegue oggi attraverso un unico percorso valido per tutti. La strada cambia in base al grado di scuola, al titolo posseduto e, per la scuola secondaria, anche alla classe di concorso e alla situazione personale del candidato.
In sintesi
Per infanzia e primaria il riferimento ordinario è la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria, che ha valore abilitante. Per la scuola secondaria di primo e secondo grado il sistema di formazione iniziale è disciplinato dal D.Lgs. 59/2017 e dal DPCM 4 agosto 2023: il percorso ordinario è quello da 60 CFU/CFA, mentre percorsi da 30 o 36 CFU/CFA riguardano specifiche situazioni previste dalla normativa.
Che cosa significa essere abilitati all’insegnamento?
L’abilitazione è il titolo professionale che attesta il possesso dei requisiti previsti per l’insegnamento in uno specifico grado o, nella scuola secondaria, in una determinata classe di concorso. Non va confusa con il semplice possesso di una laurea né con la specializzazione sul sostegno.
Per capire quale percorso seguire, quindi, la prima domanda non dovrebbe essere “quale corso devo comprare?”, ma “per quale grado e per quale insegnamento voglio conseguire l’abilitazione?”.
Da dove partire: il grado di scuola
| Obiettivo | Percorso di riferimento | Prima verifica |
|---|---|---|
| Scuola dell’infanzia | Scienze della Formazione Primaria / titoli abilitanti previsti dalla normativa | Verificare il titolo posseduto e la sua validità |
| Scuola primaria | Scienze della Formazione Primaria / titoli abilitanti previsti dalla normativa | Verificare il titolo posseduto e la sua validità |
| Scuola secondaria di I grado | Percorso abilitante riferito alla classe di concorso | Verificare titolo e requisiti di accesso alla classe di concorso |
| Scuola secondaria di II grado | Percorso abilitante riferito alla classe di concorso | Verificare titolo e requisiti di accesso alla classe di concorso |
Infanzia e primaria: Scienze della Formazione Primaria
Per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria il percorso universitario di riferimento è la laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria. Il quadro normativo attribuisce al percorso valore abilitante all’insegnamento.
Esistono inoltre titoli conseguiti secondo ordinamenti precedenti che possono avere valore abilitante alle condizioni stabilite dalla normativa. Proprio per questo chi possiede un diploma magistrale o altro titolo precedente non dovrebbe basarsi soltanto sulla denominazione del diploma: occorre verificare tipo di titolo, ordinamento e data di conseguimento.
Scuola secondaria: prima viene la classe di concorso
Per insegnare nella scuola secondaria non basta possedere una laurea genericamente collegata alla materia. Bisogna innanzitutto individuare la classe di concorso alla quale il proprio titolo consente di accedere e verificare gli eventuali requisiti accademici richiesti.
Solo dopo questa verifica ha senso individuare il percorso abilitante. Il percorso di formazione iniziale, infatti, non sostituisce un titolo di accesso mancante e non rende automaticamente idonea una laurea che non consente l’accesso alla relativa classe di concorso.
Il percorso ordinario da 60 CFU/CFA
Nel nuovo sistema della scuola secondaria, il percorso ordinario di formazione iniziale e abilitazione è quello da almeno 60 CFU/CFA, disciplinato dal DPCM 4 agosto 2023.
Non si tratta di una semplice somma di esami: il percorso comprende formazione pedagogica, didattica e disciplinare, attività di tirocinio e una prova finale. L’obiettivo è collegare la preparazione accademica alla professionalità docente.
Per l’anno accademico 2025/2026 il Ministero dell’Università e della Ricerca ha autorizzato circa 60.000 posti per i percorsi di formazione iniziale e abilitazione dei docenti della scuola secondaria, compresi gli insegnamenti tecnico-pratici, con il DM n. 138 del 27 gennaio 2026.
E i percorsi da 30 e 36 CFU?
I numeri 30, 36 e 60 CFU non indicano tre corsi equivalenti tra cui scegliere liberamente. I percorsi ridotti o di completamento riguardano fattispecie specifiche: servizio già maturato, crediti acquisiti secondo il precedente sistema, abilitazioni già possedute o altre condizioni previste dalla disciplina applicabile.
Abbiamo dedicato una guida specifica alle differenze tra questi percorsi: Percorsi abilitanti 30, 36 e 60 CFU: requisiti, differenze e quale percorso serve.
La regola più importante
Non scegliere il percorso partendo dal numero di CFU. Parti invece da titolo posseduto → grado di scuola → classe di concorso → eventuale servizio o abilitazione già posseduta → percorso previsto per la tua situazione.
Chi ha già un’abilitazione
Chi è già abilitato su una classe di concorso o su un altro grado e vuole conseguire un’ulteriore abilitazione deve verificare la disciplina specifica prevista per la propria situazione. Anche in questo caso il possesso del titolo di accesso alla nuova classe di concorso resta un controllo preliminare essenziale.
Per questo motivo la dicitura “30 CFU” incontrata nel sito di un Ateneo non è sufficiente, da sola, a stabilire che quel percorso sia adatto al candidato: occorre verificare la base normativa e i destinatari indicati nel bando.
Abilitazione e sostegno: due cose diverse
L’abilitazione su posto comune e la specializzazione per le attività di sostegno non sono la stessa cosa. Hanno finalità, requisiti e percorsi differenti. Un candidato interessato al sostegno deve quindi verificare la disciplina specifica della specializzazione, senza sovrapporla automaticamente ai percorsi abilitanti su classe di concorso.
Il concorso abilita automaticamente?
Nel sistema attuale formazione iniziale, abilitazione, concorso e accesso al ruolo sono elementi collegati, ma non devono essere considerati sinonimi. La posizione concreta del candidato può cambiare in base al titolo posseduto, alla procedura concorsuale alla quale partecipa e alla disciplina transitoria applicabile.
Quando si valuta un bando di concorso o un percorso universitario è quindi necessario leggere i requisiti della specifica procedura, evitando di trasferire automaticamente regole previste per una categoria di candidati a tutte le altre.
Come scegliere l’Ateneo o l’istituzione che eroga il percorso
Una volta individuato il percorso corretto, si può passare al confronto tra le istituzioni che lo attivano. Prima dell’iscrizione conviene controllare almeno:
- classe di concorso interessata;
- tipologia esatta del percorso e riferimento normativo;
- numero di posti autorizzati;
- requisiti e criteri di ammissione;
- modalità di frequenza;
- organizzazione del tirocinio;
- calendario e sedi;
- costi complessivi e prova finale.
La scelta non dovrebbe dipendere soltanto dalla comodità o dal prezzo. Come per qualsiasi percorso universitario, è utile verificare direttamente l’offerta ufficiale dell’istituzione. Sul tema della scelta dell’Ateneo può essere utile anche la guida Nova Mentis Università telematica: come scegliere l’ateneo e il corso di laurea giusto.
Qual è quindi il percorso giusto?
Non esiste una risposta unica valida per tutti. Due persone che vogliono insegnare la stessa materia possono trovarsi in situazioni differenti perché cambiano titolo, esami sostenuti, servizio, crediti già acquisiti o abilitazioni precedenti.
La sequenza più sicura è:
- individuare il grado di scuola nel quale si vuole insegnare;
- verificare il titolo di accesso e, per la secondaria, la classe di concorso;
- ricostruire la propria situazione: servizio, eventuali 24 CFU, precedenti abilitazioni;
- individuare la tipologia di percorso prevista dalla normativa;
- controllare il bando ufficiale dell’Ateneo o dell’istituzione AFAM;
- solo alla fine confrontare organizzazione, sedi e costi.
Prima di iscriverti
Un percorso può essere regolarmente attivato ma non essere quello corretto per la tua posizione. Prima di versare quote o presentare domanda, verifica sempre titolo di accesso, classe di concorso, destinatari del percorso e riferimento normativo.
In conclusione
L’abilitazione all’insegnamento va letta come un percorso professionale, non come un semplice corso da aggiungere al curriculum. Per infanzia e primaria il riferimento centrale è Scienze della Formazione Primaria e la disciplina dei titoli abilitanti; per la secondaria bisogna partire dalla classe di concorso e dal nuovo sistema di formazione iniziale.
La domanda utile, quindi, non è “qual è il percorso più breve?”, ma “qual è il percorso previsto per la mia situazione?”. Una verifica corretta all’inizio evita di scegliere un percorso non coerente con il proprio obiettivo.