I percorsi abilitanti 60 CFU rappresentano la via ordinaria del nuovo sistema di formazione iniziale dei docenti, mentre i percorsi da 30 e 36 CFU/CFA riguardano specifiche situazioni previste dalla normativa. Il percorso corretto dipende dalla situazione del candidato, dai titoli già posseduti, dal servizio svolto e, in alcuni casi, dalla posizione rispetto alle procedure concorsuali.
Per orientarsi conviene quindi partire da una domanda diversa: qual è il percorso previsto per la mia situazione? È questo il criterio che permette di leggere correttamente il nuovo sistema di formazione iniziale e abilitazione dei docenti della scuola secondaria.
La regola da ricordare: 60 CFU rappresentano il percorso ordinario. I percorsi da 30 e 36 CFU rispondono invece a condizioni specifiche previste dalla normativa e non costituiscono semplici “versioni più brevi” del percorso ordinario.
Da dove nasce il sistema dei 30, 36 e 60 CFU?
Il quadro di riferimento è costruito dal decreto legislativo n. 59/2017, come modificato dalla riforma del reclutamento, e dal DPCM 4 agosto 2023, che definisce struttura, contenuti e standard dei percorsi universitari e accademici di formazione iniziale dei docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado.
Per l’anno accademico 2025/2026 il Ministero dell’Università e della Ricerca ha autorizzato circa 60.000 posti per i percorsi di formazione iniziale e abilitazione, con successivi provvedimenti integrativi. Il DM n. 138 del 27 gennaio 2026 disciplina l’offerta formativa e le modalità di ammissione per l’anno accademico in corso.
Prima dei CFU conta la tua situazione
La tabella seguente serve come orientamento iniziale. Non sostituisce la verifica del bando dell’Ateneo e dei requisiti della specifica classe di concorso, ma consente di capire perché due candidati possono trovarsi davanti a percorsi diversi.
È importante non fermarsi al numero dei crediti. La stessa espressione “30 CFU” può essere utilizzata in contesti normativi differenti: per questo, quando si consulta un bando universitario, bisogna verificare a quale articolo e a quale allegato del DPCM il percorso faccia riferimento.
Percorsi abilitanti 60 CFU: il percorso ordinario
Il percorso da almeno 60 CFU/CFA costituisce la via ordinaria di formazione iniziale e abilitazione per i docenti di posto comune della scuola secondaria. Non è una semplice raccolta di esami universitari: il modello comprende attività formative dedicate alle competenze pedagogiche, didattiche, disciplinari e metodologiche, oltre al tirocinio.
Prima dell’iscrizione bisogna verificare il possesso del titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso. Il percorso abilitante non sostituisce infatti i requisiti accademici richiesti per accedere a quella specifica classe.
Quando le domande superano i posti autorizzati, l’ammissione avviene secondo i criteri previsti dalla disciplina ministeriale e dal bando dell’istituzione che attiva il percorso.
Quando entrano in gioco i 30 CFU?
Il punto più delicato riguarda proprio i 30 CFU/CFA, perché questa quantità di crediti compare in più fattispecie. Per l’a.a. 2025/2026 il DM n. 137/2026 disciplina, tra l’altro, l’accesso al percorso previsto dall’art. 2-ter, comma 4-bis, del d.lgs. 59/2017.
Rientrano in questa disciplina i candidati che hanno svolto servizio presso scuole statali o paritarie per almeno tre anni, anche non continuativi, di cui almeno uno nella specifica classe di concorso per la quale intendono conseguire l’abilitazione, nei cinque anni precedenti, oltre alle ulteriori categorie espressamente previste dalla norma.
Per il 2025/2026 il decreto ministeriale ha fissato una riserva del 45% dei posti autorizzati per ciascun percorso formativo da 60 CFU/CFA a favore delle categorie indicate dal decreto; all’interno di tale quota è prevista anche una specifica riserva per i docenti dei percorsi regionali di istruzione e formazione professionale secondo le condizioni stabilite.
Questo significa che leggere “30 CFU” sul sito di un’università non basta: occorre capire per quale categoria di candidati è stato attivato quel percorso.
I 36 CFU e il ruolo dei vecchi 24 CFU
Il percorso da 36 CFU/CFA è collegato alla disciplina transitoria dei candidati che hanno conseguito i precedenti 24 CFU/CFA entro il 31 ottobre 2022. L’Allegato 5 del DPCM 4 agosto 2023 definisce l’offerta formativa di 36 CFU prevista per questa fattispecie.
Anche nel 2025/2026 gli Atenei possono indicare nei propri bandi questa articolazione. È però essenziale verificare la posizione concreta del candidato: il possesso dei vecchi 24 CFU, da solo, non deve essere interpretato come un generico “buono sconto” che consente automaticamente a chiunque di scegliere un corso da 36 CFU.
Se sei già abilitato, il problema è diverso
Chi possiede già un’abilitazione su una classe di concorso o su un altro grado di istruzione e vuole conseguire un’ulteriore abilitazione rientra in una disciplina specifica. Il DPCM 4 agosto 2023 prevede un percorso dedicato, fermo restando il possesso del titolo di studio necessario per accedere alla nuova classe di concorso.
È quindi sbagliato confondere questa situazione con quella del candidato che deve conseguire la sua prima abilitazione. Anche quando il numero dei crediti può apparire simile, presupposto giuridico e percorso non sono necessariamente gli stessi.
Per orientarti in pochi secondi: se parti da zero, il riferimento è il percorso ordinario da 60 CFU. Se hai servizio, vecchi 24 CFU o un’abilitazione già conseguita, non devi cercare il percorso più breve: devi prima individuare la fattispecie normativa che corrisponde alla tua posizione.
Come si svolgono i percorsi nel 2025/2026?
Per l’a.a. 2025/2026 il DM n. 138/2026 ha prorogato la possibilità di svolgere fino al 50% delle attività in modalità telematica sincrona, con esclusione dei tirocini e dei laboratori. Non significa quindi che il percorso possa essere considerato integralmente online.
Organizzazione delle lezioni, calendario, sedi, modalità di frequenza e gestione delle attività pratiche dipendono poi dall’Ateneo o dall’istituzione AFAM che eroga il percorso, nel rispetto della disciplina nazionale.
Frequenza, tirocinio e prova finale non sono dettagli
Il sistema è costruito come percorso professionalizzante. Per questo la frequenza delle attività, il tirocinio e la verifica finale non devono essere considerati elementi secondari rispetto ai crediti da acquisire.
Il DPCM disciplina gli standard professionali e formativi del docente abilitato e collega il percorso alla capacità di progettare, insegnare, valutare e operare concretamente nel contesto scolastico. La prova finale porta al conseguimento dell’abilitazione per la relativa classe di concorso quando sono soddisfatte tutte le condizioni previste.
Per capire come l’abilitazione si inserisce poi nel sistema delle graduatorie e come si combina con gli altri titoli valutabili, puoi consultare anche la guida generale su GPS 2026/28: punteggio, titoli e certificazioni.
Quanto possono costare i percorsi abilitanti?
I costi effettivi sono stabiliti dalle singole istituzioni entro i limiti previsti dalla normativa. Per questo è preferibile non confrontare i percorsi soltanto sulla base del prezzo pubblicizzato: bisogna controllare anche eventuali contributi di ammissione, costi della prova finale, modalità di pagamento e condizioni applicate alle diverse categorie di iscritti.
Gli importi possono quindi variare tra Atenei e tra differenti tipologie di percorso. Il bando ufficiale dell’università rimane la fonte da consultare prima dell’iscrizione.
Come leggere correttamente un bando universitario
Prima di presentare domanda conviene controllare sempre alcuni elementi: classe di concorso, tipologia normativa del percorso, requisiti di accesso, numero di posti, criteri di ammissione, modalità di frequenza, tirocinio, calendario e costi.
Un errore frequente è cercare semplicemente “corso 30 CFU” o “corso 36 CFU” e scegliere l’offerta apparentemente più comoda. Il percorso corretto, invece, si determina incrociando la propria posizione con la normativa e con il bando dell’Ateneo.
Prima di pagare: verifica che il percorso sia riferito alla tua classe di concorso e alla tua specifica fattispecie normativa. Il numero dei CFU, da solo, non dimostra che quel corso sia quello giusto per te.
Abilitazione su materia e specializzazione sul sostegno non sono la stessa cosa
I percorsi descritti in questa guida riguardano l’abilitazione all’insegnamento su posto comune nella scuola secondaria. Non devono essere confusi con il percorso di specializzazione sul sostegno.
Per il sostegno abbiamo dedicato una guida separata al TFA Sostegno: requisiti, accesso, prove, percorso e specializzazione, proprio perché finalità, requisiti e titolo conseguito sono differenti.
E INDIRE e i titoli conseguiti all’estero?
Anche questi temi vanno tenuti distinti. I percorsi collegati a INDIRE nell’ambito del sostegno e le procedure relative alle abilitazioni o specializzazioni conseguite all’estero hanno presupposti propri e non possono essere ricondotti semplicemente alla scelta tra 30, 36 e 60 CFU.
Nova Mentis li approfondirà in guide dedicate, evitando di sovrapporre procedure che producono effetti diversi.
La domanda corretta non è “quanti CFU voglio fare?”
Il nuovo sistema diventa più comprensibile quando si abbandona l’idea di scegliere il percorso più corto. La sequenza corretta è l’opposto: titolo di accesso → classe di concorso → situazione professionale → eventuali crediti o abilitazioni già posseduti → percorso previsto → bando dell’Ateneo.
Solo dopo questi controlli ha senso confrontare sedi, calendario, organizzazione e costi. È questo passaggio che permette di distinguere realmente tra 30, 36 e 60 CFU senza affidarsi a formule semplificate che possono portare a un’iscrizione sbagliata.
Fonti ufficiali
- Gazzetta Ufficiale — DPCM 4 agosto 2023, formazione iniziale e abilitazione dei docenti
- MUR — Decreto Ministeriale n. 137 del 26 gennaio 2026, riserva dei posti a.a. 2025/2026
- MUR — Decreto Ministeriale n. 138 del 27 gennaio 2026, posti e modalità di selezione a.a. 2025/2026
- MUR — Circa 60.000 posti autorizzati per i percorsi di formazione iniziale 2025/2026
- Università degli Studi di Milano — Bando percorsi formazione docenti a.a. 2025/2026