Quando si sceglie un corso, una certificazione o un percorso formativo, una delle domande più importanti è anche una delle più semplici: il titolo che otterrò sarà realmente valido per l’obiettivo che voglio raggiungere?
La risposta non può essere data soltanto leggendo espressioni come “riconosciuto”, “accreditato” o “valido a livello nazionale”. Prima di iscriversi è necessario capire che cosa viene effettivamente rilasciato, da chi viene rilasciato e per quale utilizzo si intende presentarlo.
In questa guida vediamo quali controlli effettuare e quali fonti ufficiali utilizzare.
“Riconosciuto” e “spendibile” non significano necessariamente la stessa cosa
Un errore frequente è considerare qualsiasi attestato, certificazione, qualifica o titolo di studio come automaticamente utilizzabile in ogni contesto.
In realtà, la spendibilità dipende dall’obiettivo. Un titolo può avere caratteristiche perfettamente valide per una determinata finalità e non attribuire, invece, alcun beneficio in una specifica graduatoria, procedura concorsuale o selezione.
Per questo motivo la domanda corretta non è soltanto:
“Questo titolo è riconosciuto?”
ma soprattutto:
“Questo titolo possiede i requisiti richiesti per l’utilizzo che devo farne?”
È una distinzione fondamentale soprattutto quando si parla di graduatorie scolastiche, concorsi, certificazioni digitali, qualifiche professionali e titoli universitari.
1. Prima di tutto: capire che cosa viene rilasciato
Prima dell’iscrizione bisogna identificare con precisione il documento finale.
Può trattarsi, ad esempio, di:
- un titolo universitario;
- una certificazione di competenze;
- una qualifica professionale;
- un attestato di frequenza o partecipazione;
- un’attestazione rilasciata al termine di un corso;
- un titolo o una certificazione soggetti a specifiche regole previste da un bando o da una graduatoria.
Queste denominazioni non sono intercambiabili.
Il fatto di aver frequentato un corso, per esempio, non significa automaticamente aver conseguito una certificazione professionale o un titolo universitario.
2. Controllare chi rilascia il titolo
Il secondo controllo riguarda il soggetto che materialmente rilascia il titolo o la certificazione.
Bisogna distinguere, quando previsto, tra ente che organizza o commercializza il percorso ed ente o organismo che rilascia il titolo finale.
È quindi utile chiedere prima dell’iscrizione:
- chi rilascerà materialmente il titolo o certificato;
- quale denominazione esatta comparirà sul documento;
- quale normativa, framework o sistema di accreditamento si applica;
- se esiste una banca dati pubblica nella quale effettuare una verifica;
- se sono previsti un esame o altre condizioni per il rilascio.
3. Per le certificazioni accreditate, verificare Accredia
Quando una certificazione richiede che l’organismo di certificazione sia accreditato, non è necessario affidarsi esclusivamente alle dichiarazioni commerciali.
Accredia è l’Ente Unico nazionale di accreditamento designato dall’Italia e mette a disposizione banche dati pubbliche attraverso le quali è possibile verificare gli organismi accreditati e i relativi ambiti di accreditamento.
La verifica è importante perché non basta necessariamente trovare il nome di un organismo: occorre controllare anche lo specifico schema o ambito per il quale risulta accreditato.
Consulta le Banche Dati ufficiali Accredia
Accredia permette inoltre di consultare certificati, allegati e scopi di accreditamento degli organismi presenti nelle proprie banche dati.
4. Un esempio concreto: DigComp 2.2 e DigCompEdu
Il settore delle competenze digitali offre un esempio molto chiaro dell’importanza di verificare lo specifico accreditamento.
Accredia indica che, per le certificazioni DigComp 2.2 e DigCompEdu utilizzate negli specifici contesti scolastici previsti dalla normativa, occorre verificare che siano rilasciate da organismi accreditati specificamente per tali certificazioni.
Per riconoscere un certificato valido secondo le indicazioni pubblicate da Accredia bisogna controllare, tra gli altri elementi, il riferimento al framework europeo applicabile, l’organismo di certificazione e il marchio Accredia con il relativo numero di registrazione dell’accreditamento.
Accredia mette inoltre a disposizione una banca dati delle persone certificate DigComp 2.2 e DigCompEdu.
Consulta le informazioni ufficiali Accredia sulle certificazioni delle competenze digitali
Questo esempio mostra perché la semplice presenza della parola “certificazione” non è sufficiente: bisogna verificare esattamente chi certifica, secondo quale schema e per quale finalità il titolo dovrà essere utilizzato.
5. Titoli universitari: verificare l’istituzione e il corso
Per lauree, lauree magistrali e altri percorsi appartenenti al sistema universitario, il riferimento istituzionale è il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).
Il MUR pubblica informazioni sull’offerta formativa universitaria e sull’accreditamento delle sedi e dei corsi di studio.
Prima di iscriversi è quindi opportuno verificare non soltanto il nome commerciale del percorso, ma anche l’istituzione che rilascerà il titolo e la natura del corso.
Consulta l’offerta formativa e le informazioni sui titoli sul sito del MUR
Anche in questo caso bisogna evitare generalizzazioni: laurea, master universitario, corso di perfezionamento e semplice corso di formazione sono percorsi differenti e devono essere valutati in relazione all’obiettivo della persona.
6. Se il titolo serve per una graduatoria o un concorso, la fonte decisiva è la procedura
Questo è probabilmente il controllo più importante.
Se l’obiettivo è ottenere punteggio o soddisfare un requisito per una graduatoria, un concorso o un’altra procedura pubblica, bisogna leggere la normativa applicabile, il bando, l’ordinanza e le relative tabelle di valutazione dei titoli.
Non è prudente concludere che un titolo attribuisca punteggio soltanto perché in passato un titolo simile è stato valutato oppure perché viene pubblicizzato come “utile per le graduatorie”.
Requisiti, punteggi e condizioni possono cambiare da una procedura all’altra.
La verifica deve quindi essere effettuata sulla disciplina vigente per quella specifica procedura.
7. Attenzione alla differenza tra ente di formazione ed ente certificatore
Un corso può essere erogato o proposto da un soggetto diverso dall’organismo che effettua la certificazione finale.
Questo non rappresenta di per sé un problema, ma il candidato deve sapere con chiarezza chi svolge la formazione, chi gestisce l’eventuale esame e chi rilascia il documento finale.
Nel caso delle certificazioni di persone accreditate, Accredia spiega che la certificazione costituisce il riconoscimento formale, da parte di un organismo di terza parte, del possesso dei requisiti previsti per una determinata figura o competenza.
Per questo motivo, quando l’accreditamento è richiesto, il controllo deve riguardare l’organismo di certificazione e il relativo scopo di accreditamento.
8. Cinque domande da fare prima di pagare
Prima di acquistare un percorso formativo, può essere utile fermarsi e ottenere una risposta documentabile a queste cinque domande:
- Che cosa riceverò esattamente alla fine del percorso?
- Chi rilascerà il titolo, l’attestato o la certificazione?
- Esiste una fonte o banca dati ufficiale attraverso cui posso verificarlo?
- Per quale utilizzo specifico mi serve?
- La normativa o il bando relativo al mio obiettivo prevede effettivamente quel titolo?
Se una di queste risposte non è chiara, è consigliabile approfondire prima dell’iscrizione.
9. Il metodo più sicuro: partire dall’obiettivo
Non esiste un titolo universalmente “migliore” o utile per qualsiasi situazione.
Una persona interessata alle graduatorie scolastiche ha esigenze diverse da chi vuole conseguire una laurea, acquisire una qualifica professionale o certificare una competenza digitale. Se l’obiettivo è proprio la formazione professionale, nella guida sulle qualifiche professionali riconosciute trovi il metodo specifico per controllare repertorio pubblico, qualificazione, ente titolare e titolo finale prima di iscriverti.
Per questo la scelta dovrebbe seguire questo ordine:
obiettivo → requisito → fonte ufficiale → verifica del titolo → scelta del percorso.
Non il contrario.
In conclusione
Prima di scegliere una certificazione o un percorso formativo, non bisogna fermarsi alla frase “titolo riconosciuto”.
Bisogna capire cosa viene rilasciato, da chi, sulla base di quale sistema o normativa e soprattutto se quel titolo è utilizzabile per l’obiettivo concreto che si vuole raggiungere.
Le banche dati e le fonti istituzionali permettono, in molti casi, di effettuare direttamente questi controlli.
Quando invece la spendibilità dipende da una specifica graduatoria, concorso o procedura, la verifica deve essere effettuata sulla normativa vigente e sulle relative tabelle o disposizioni.
Verificare prima significa scegliere con maggiore consapevolezza ed evitare di scoprire soltanto dopo l’iscrizione che il percorso scelto non risponde al proprio obiettivo.